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Il Perù nel caos, il presidente scioglie il Parlamento

Il presidente Martin Vizcarra KEYSTONE/AP Peruvian Government/ANDRES VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2019 - 19:52
(Keystone-ATS)

Un improvviso e duro scontro istituzionale ha gettato nelle ultime ore nel caos il Perù. Il presidente della Repubblica Martín Vizcarra ha infatti deciso di sciogliere il Parlamento, e disposto nuove elezioni legislative per il 26 gennaio 2019.

Ma l'annuncio è stato ricevuto come una dichiarazione di guerra dall'organo legislativo, controllato dai partiti di opposizione Fuerza Nueva (ispirato dall'ex presidente Alberto Fujimori) e Apra, che hanno risposto votando all'unanimità dei presenti una sospensione per "incapacità temporanea" di Vizcarra, ed eleggendo come nuovo capo dello Stato la sua vice, Mercedes Araoz Fernández.

Si è trattato dell'ultimo clamoroso capitolo di un conflitto istituzionale protrattosi per mesi, ed in cui Vizcarra ha cercato di costringere i parlamentari ad approvare riforme strutturali miranti soprattutto a fare fronte alla corruzione dilagante esistente nel Paese.

In questo ambito, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il rifiuto del Parlamento di esaminare una mozione di fiducia posta ad un progetto di legge di riforma del metodo di elezione dei giudizi della Corte costituzionale. L'esecutivo considerava tale riforma fondamentale per evitare che il potere giudiziario fosse infiltrato da personalità corrotte.

Si è trattato del secondo 'niet' parlamentare ad altrettante proposte del governo, e ciò ha fatto scattare la prerogativa costituzionale presidenziale che ha permesso di decretare lo scioglimento dell'Assemblea.

Vizcarra ha quindi rivolto in tv un messaggio ai peruviani spiegando le ragioni delle sue scelte, e immediatamente la gente è scesa in piazza a Lima ed in molte altre città del Paese. In più il capo dello Stato ha incassato l'appoggio dei vertici delle forze armate e della polizia, dell'Assembrea dei governatori e di quella dei sindaci.

Da parte sua il presidente della Conferenza episcopale peruviana, monsignor Miguel Cabrejos Vidarte, ha sostenuto che "il momento che sta vivendo il Paese rappresenta una opportunità per combattere la corruzione a tutti i livelli". Ed ha comunque chiesto alla classe politica di "agire in sintonia con l'ordine costituzionale e democratico".

Intanto, in una conferenza stampa, il presidente del Parlamento, Pedro Olaechea, ha qualificato oggi l'operato di Vizcarra "un colpo di stato", assicurando che lo scioglimento dell'organo legislativo da lui disposto è "illegale", perché formulato dopo il voto che lo sospendeva dalla sua carica.

L'ultima volta che il Parlamento è stato sciolto in Perù fu nell'aprile 1992, in occasione dell'autogolpe dell'allora presidente Alberto Fujimori che giustificò la misura per necessità dettate dalla crisi economica e dalla lotta al terrorismo.

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