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Immigrazione: Danimarca, nostro non è populismo ma democrazia

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 maggio 2011 - 13:15
(Keystone-ATS)

La decisione di tornare ai controlli doganali è stata presa dal governo danese per un accordo politico interno, ma questo "non danneggia lo spirito di Schengen" secondo Soren Pind, per il quale "non si tratta di populismo, ma di democrazia al lavoro". Il ministro danese dell'Immigrazione, lasciando la riunione straordinaria del Consiglio interni della Ue, ha precisato che "in una democrazia ci sono sempre partiti politici che hanno un punto di vista politico, altri che ne hanno un'altra".

La scelta di Copenaghen di ripristinare le frontiere doganali con Svezia e Germania è stata presa per ottenere l'appoggio esterno del 'partito del popolo danese', di estrema destra. Appena martedì scorso il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha lanciato l'allarme contro il "populismo", sostenendo che "minare Schengen significa minare le fondamenta dell'Europa e fare crollare tutto l'edificio".

"Bisogna essere duri contro il populismo - ha detto Pind all'agenzia di stampa italiana Ansa - ma questo non è populismo, è la democrazia che lavora...".

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