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In Germania sta facendo molto discutere un editoriale trasmesso ieri sera dalla prima rete pubblica Ard, in cui la giornalista Anja Reschke ha invitato i tedeschi a ribellarsi apertamente all'ondata di razzismo che sta contagiando il paese.

Sui social network, "infestati" di considerazioni sempre più esplicitamente xenofobe, ha denunciato Reschke, il suo appello ha catalizzato una serie di commenti sprezzanti, ma anche centinaia di migliaia di apprezzamenti.

"Cosa succederebbe se dicessi che la Germania deve accogliere anche i migranti in fuga per ragioni economiche?", si è chiesta la Reschke. "Subito sarei subissata da commenti rabbiosi", ha considerato, stigmatizzando poi il fatto che ora non ci si vergogna più di mostrarsi razzisti contro i rifugiati con il proprio nome e cognome. E che anzi si raccolgono consensi. Un atteggiamento che ha spianato la strada agli attentati rivolti contro i centri di accoglienza e alle manifestazioni contro i rifugiati: "sono già realtà. Non può andare avanti così".

Una via per fermare il fenomeno è perseguire i razzisti attraverso gli strumenti della legge, come già capita, ha spiegato. "Ma non basta: chi sparge odio deve capire che questo paese non lo tollera" e chi non è d'accordo lo deve dire chiaramente. Serve una "coalizione degli onesti", ha detto la Reschke richiamando un concetto di 15 anni fa, espresso dall'allora cancelliere Gerhard Schröder in difesa degli ebrei.

In rete da ieri, il video-editoriale è stato visto da oltre nove milioni di persone, condiviso centinaia di migliaia di volte, con 250mila "like" e più di ventimila commenti.

È importante stabilire che noi siamo la maggioranza, ha spiegato oggi la Reschke - intervistata sulle reazioni al suo editoriale dalla stessa rete -, mentre i razzisti in questo paese sono la minoranza.

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SDA-ATS