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"La Merkel ha preso l'iniziativa nella tragedia dei migranti perché ha un problema in casa e perché vuole riaffermare la sua leadership non solo finanziaria, ma sotto il profilo dell'equità, della giustizia, dell'umanità.

L'Europa arriva sempre in ritardo: la Germania le offre l'occasione per esserci proprio sulla questione più drammatica". È l'analisi del politologo tedesco Daniel Gros, intervistato da Repubblica, secondo il quale la cancelliera tedesca Angela Merkel non vuole limitare Schengen.

"C'è una differenza con le altre questioni che dividono l'Europa - spiega Gros -: anziché essere gli altri che chiedono qualcosa alla Germania, è la Germania che chiede qualcosa agli altri". Berlino chiede "coordinamento, solidarietà, regole. Perfino l'austero ministro Schäuble ha detto che la Germania è abbastanza ricca da sopportare lo sforzo aggiuntivo, purché però gli altri lo facciano in ragione delle loro capacità.

La Merkel fa sempre così: indugia poi all'improvviso passa all'azione. Quando disse ok all'unione bancaria, in pochi mesi fu fatta. Sulla Grecia, stesso copione". "La cancelliera dice che se non si definisce la questione dei profughi con giuste quote e corrette applicazioni, si porrà la questione di Schengen, ma aggiunge che non è questo che vuole. È ben diverso dalla chiusura egoistica e dalla confusione ingenerata dagli inglesi che vogliono limitare la libera circolazione delle persone, caposaldo dei trattati europei".

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SDA-ATS