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L'immigrazione europea ha effetti positivi sui grandi agglomerati svizzeri.

È quanto emerge da uno studio condotto per conto dell'Unione delle città svizzere (UCS), che in una nota odierna sottolinea come questi risultati rafforzino le convinzioni di coloro che difendono gli accordi bilaterali con l'Unione europea (Ue).

È principalmente in ambito economico che la Svizzera e le sue città hanno tratto beneficio dall'immigrazione in provenienza dall'Ue, dopo l'introduzione della libera circolazione delle persone nel 2002.

Grazie agli specialisti giunti nel nostro Paese - rileva l'UCS - è aumentato sia il livello di formazione delle persone che la produttività. Il 57% degli immigrati è infatti titolare di un diploma di un'alta scuola o di un'università, contro il 38% di svizzeri.

Parallelamente è aumentata anche la competitività delle imprese e ciò ha contribuito a stabilizzare la congiuntura, rafforzando l'economia svizzera di fronte alla crisi, si sottolinea nello studio, condotto dall'ufficio di ricerca e consulenza INFRAS.

Dallo studio non emerge inoltre nessuna traccia di pressione sui salari, malgrado l'immigrazione abbia prodotto un rallentamento della crescita delle remunerazioni delle persone altamente qualificate.

L'UCS sottolinea inoltre che, malgrado il loro elevato numero, gli immigrati provenienti dall'Ue sono ben integrati.

Il quadro della situazione presenta però anche aspetti negativi: la situazione del mercato dell'alloggio nell'arco lemanico e nella regione di Zurigo resta tesa. I vantaggi dovuti all'immigrazione si trasformano spesso, a seconda delle località, in svantaggi, fa notare il consigliere amministrativo della città di Ginevra, Sami Kanaan (PS), citato nel comunicato.

Le dieci maggiori città svizzere (Zurigo, Ginevra, Basilea, Losanna, Berna, Winterthur, Lucerna, San Gallo, Lugano e Bienne), che hanno commissionato lo studio, ritengono di avere gli strumenti per rispondere alle sfide dell'immigrazione poiché hanno sempre convissuto con l'immigrazione, rileva da parte sua la sindaca di Zurigo e vicepresidente dell'UCS, Corine Mauch (PS).

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SDA-ATS