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Rimanere ancorati in modo ostinato al segreto bancario porta solo in un vicolo cieco: ne è convinta l'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB), secondo cui il settore rischia di sprecare le opportunità offerte dalla situazione e di essere tagliato fuori da mercati con interessanti prospettive di crescita.

La Svizzera si sta sempre più isolando politicamente, ha affermato il presidente della ASIB, Peter-René Wyder, in una conferenza stampa odierna a Berna. Il mantenimento di un segreto bancario in contraddizione con gli ordinamenti giuridici dei principali partner economici del paese non ha futuro.

Wyder ha osservato che perfino i banchieri privati non si oppongono più categoricamente allo scambio automatico di informazioni. Il presidente dell'organizzazione teme che le discussioni sui conflitti fiscali diventino sempre più aggressive, con conseguenze anche per i dipendenti.

L'ASIB continua a considerare illegale la consegna all'estero di dati non criptati al di fuori di procedimenti di assistenza giudiziaria o amministrativa e ha protestato più volte presso la Confederazione e le banche contro tali forniture.

È una vicenda frustrante per i bancari. "Abbiamo solo ottenuto che i dipendenti interessati non siano discriminati nelle assunzioni, ma non che siano risarciti", ha aggiunto Denise Chevret, segretaria centrale dell'ASIB.

"Si teme che ciò continui", ha dichiarato, rilevando che l'associazione si aspetta dalle autorità politiche d'essere trattata come un partner.

In generale - ha rilevato Jean Christophe Schwaab, presidente romando dell'ASIB e consigliere nazionale (PS/VD) - "gli impiegati di banca non devono pagare per gli errori dei dirigenti. Le ristrutturazioni devono essere giustificate dal punto di vista economico e non ci dovrebbero essere licenziamenti in caso di distribuzione degli utili e di bonus consistenti agli organi dirigenti, ha osservato.

Le alternative ai licenziamenti vanno comunque esaminate con i partner sociali. Con 11 milioni di ore supplementari non compensate, le banche registrano un record. Ciò corrisponde a circa 5800 posti di lavoro.

Attualmente le banche hanno in organico 10'000 persone in meno rispetto a cinque anni fa e sono già state preannunciate soppressioni supplementari di impieghi. Alla fine dello scorso anno 4250 bancari erano senza lavoro, un numero in progressione costante, ha sottolineato Wyder. Le prospettive per chi è stato licenziato non sono rosee, ha fatto notare il presidente dell'ASIB.

Sul fronte politico, la maggioranza del comitato dell'ASIB si dice a favore dell'iniziativa contro le retribuzioni abusive in votazione il 3 marzo. L'associazione non partecipa tuttavia al comitato di sostegno.

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SDA-ATS