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Aumenti medi dell'1% per i dipendenti nel 2013: è la rivendicazione avanzata oggi da Impiegati Svizzeri, l'organizzazione che ha recentemente annunciato l'uscita dalla federazione sindacale Travail.Suisse con l'obiettivo di meglio rappresentare gli interessi del ceto medio.

Per il direttore Stefan Studer il ritocco dell'1% è adeguato e ragionevole. A seconda del ramo di attività e dell'andamento degli affari delle singole aziende gli aumenti potrebbero però anche essere anche più elevati o più modesti, ha osservato Studer in una conferenza stampa a Zurigo.

L'associazione spiega di rendersi conto dei pericoli del franco forte. Ma anche i settori più votati all'esportazione sono in una situazione migliore di quanto temuto. Inoltre considerato l'aumento di produttività registrato negli ultimi dieci anni continua a sussistere un certo ritardo sul fronte degli stipendi.

A preoccupare Impiegati Svizzeri è però la politica di dumping praticata da alcune imprese, per esempio ingaggiando personale temporaneo a cattive condizioni economiche. L'organizzazione chiede quindi la trasformazione dei posti a termine in impieghi fissi e misure di accompagnamento che possano mitigare la generale pressione sui salari.

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SDA-ATS