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La situazione sul mercato del lavoro svizzero si sta ancora deteriorando, ma in modo più rallentato che in passato.

È quanto emerge dall'ultimo indicatore dell'impiego calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), salito in gennaio a -2,9 punti, contro i -5,9 punti (dato rivisto da -6,4) del rilevamento precedente, che risale a ottobre.

Le 4500 imprese interpellate nell'ambito del sondaggio trimestrale valutano quindi la situazione sul fronte dell'occupazione meglio che tre mesi fa, sintetizza il KOF in un comunicato odierno. Si tratta di un miglioramento lieve ma significativo, perché interviene dopo valori che si sono mantenuti sostanzialmente costanti dopo l'abolizione del cambio minimo euro/franco (-7,2 nel secondo trimestre 2015, -6,3 nel terzo e, come detto, -5,9 nel quarto).

La crescita dell'indicatore fa sperare che il mercato del lavoro abbia superato la fase più dura dopo lo shock scatenato dal rafforzamento del franco. Ciò nonostante il valore negativo mostra che il numero delle aziende che taglia posti di lavoro continua a essere superiore a quello delle imprese che ampliano l'organico.

Il leggero miglioramento registrato in gennaio è dovuto ad alcuni settori dei servizi, in particolare al ramo delle banche e a quello del commercio all'ingrosso. Sempre negativi sono per contro i comparti del commercio al dettaglio e delle assicurazioni. Anche sul fronte dell'industria orientata all'export la situazione dovrebbe rimanere tesa. Si conferma pure la tendenza al rallentamento della costruzione, che negli ultimi anni aveva notevolmente contribuito alla crescita dell'impiego in Svizzera.

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SDA-ATS