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Impiego: nessun miglioramento in vista, secondo l'indicatore relativo calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF). Foto d'archivio.

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

La situazione del mercato del lavoro elvetico non dovrebbe migliorare nell'immediato: è quanto emerge dall'ultimo indicatore dell'impiego calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF).

In gennaio si è attestato a -2,1 punti, in progressione rispetto ai -3,1 punti del precedente rilevamento di ottobre (dato rivisto), ma è rimasto pur sempre in territorio negativo.

Le aziende si mostrano riservate in materia di creazione di impiego e le cose non cambieranno nei prossimi mesi, commenta il KOF in un comunicato odierno. L'indicatore è negativo da due anni.

Non vi è quasi nessun settore di attività in cui le ditte prevedono di ampliare l'organico. La ritrosia verso nuove assunzioni è palpabile in rami come l'industria manifatturiera, il comparto alberghiero e della ristorazione, le banche e le assicurazioni. Ma appare prudente anche il commercio al dettaglio, che sembra non aver ancora digerito lo shock provocato dal rafforzamento del franco. Segnali positivi arrivano invece da segmenti come i trasporti, la sanità e il sociale.

L'indicatore viene calcolato sulla base di un rilevamento trimestrale a cui partecipano oltre 4500 aziende. Alle imprese viene fra l'altro chiesto se nei tre mesi successivi intendono creare o cancellare posti di lavoro. Il valore negativo dell'indice testimonia il fatto che la maggioranza delle società interpellate ritiene di avere troppo personale e non prevede di ampliarlo.

Per ritrovare un valore positivo dell'indicatore bisogna risalire al terzo trimestre del 2014. Il dato di gennaio è comunque il migliore dal terzo trimestre del 2016.

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SDA-ATS