Navigation

Imposizione alla fonte: legge ben accolta in consultazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 novembre 2011 - 18:45
(Keystone-ATS)

La maggioranza dei partiti sostiene il Consiglio federale nell'idea di creare una legge sugli accordi fiscali internazionali, come quelli siglati con Germania e Gran Bretagna. I più entusiasti risultano i partiti borghesi, mentre Verdi e PS evidenziano diversi difetti, come sanzioni troppo lievi.

I Verdi criticano le "multe troppo leggere", previste dalla Legge federale sull'imposizione alla fonte internazionale (LIFI), per le banche che non prelevano correttamente l'imposta liberatoria. Gli ambientalisti chiedono che gli istituti paghino 500'000 franchi al posto dei 250'000 attualmente previsti in caso di infrazione volontaria. Nei casi di negligenza la somma dovrebbe salire a 150'000 franchi e non rimanere a 100'000 come suggerito dal governo.

La legge prevede che l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) vegli sull'applicazione degli accordi e delle normative. Le banche dovranno sottoporle i prelievi unici di regolarizzazione o l'imposta liberatoria, dati che sarebbero in seguito trasmessi al Paese interessato. In nome della trasparenza l'AFC dovrebbe rendere le somme pubbliche, sottolineano i Verdi. La stessa cosa dovrebbe essere fatta con le domande provenienti dall'estero.

Il PS evidenzia invece l'importanza della reputazione internazionale del Paese. Il fatto che l'accordo con Berlino abbia sollevato polemiche in Germania, significa che ci sono ancora molti miglioramenti da fare. Secondo i socialisti, le aliquote applicate e il livello di anonimato pongono ancora diversi quesiti.

A detta del partito l'unica via sicura percorribile dalla Svizzera è quella di accordi stipulati direttamente a livello europeo che seguano il trend internazionale dello scambio automatico di informazioni.

Partiti borghesi favorevoli

Il PLR sostiene in tutto e per tutto il progetto del Consiglio federale. Secondo i liberali la legge sarà in grado di "creare la sicurezza giuridica necessaria". Molto simile l'opinione del PPD, che teme però l'apertura di una breccia che possa portare a un'imposta sugli utili da capitali in Svizzera.

Anche il partito di maggioranza in Parlamento, l'UDC, si dimostra in linea di principio favorevole alle proposte del governo. I democentristi sottolineano l'importanza di evitare un annacquamento del segreto bancario.

Il partito di Toni Brunner esclude in modo categorico l'introduzione di uno scambio automatico di informazioni così come l'assunzione dei costi in caso di richiesta di imposta liberatoria proveniente dall'estero.

La LIFI, messa in consultazione fino ad oggi, potrà essere applicata in caso di ulteriori accordi di cooperazione fiscale con Paesi stranieri. Se il Parlamento approverà la legge, questa entrerà in vigore assieme agli accordi internazionali siglati, ovvero all'inizio del 2013.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?