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La maggior parte delle imprese svizzere dispone di una solida liquidità.

Keystone/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Le imprese svizzere, come pure Cantoni e Città, mantengono una buona solvibilità. Solo i fornitori di elettricità continuano a battersi in una situazione difficile. È quanto emerge da uno studio del Credit Suisse (CS) pubblicato oggi.

Le imprese svizzere hanno continuato ad approfittare di una solida liquidità. La prospettiva (outlook) stabile per circa l'80% di quelle oggetto dell'analisi riflette questa situazione, rileva la grande banca nell'ultima edizione del suo "Swiss Credit Handbook", che riporta le valutazioni di credito dei più importanti emittenti svizzeri e dei principali operatori sul mercato dei capitali in franchi svizzeri. Esso comprende 108 entità: 59 società, 17 imprese di pubblica utilità (utility) del settore elettrico, 26 Cantoni e 6 Città.

In un contesto caratterizzato da segnali contrastanti di crescita globale, scrive il CS in una nota, gli emittenti svizzeri hanno espresso una performance generalmente positiva dall'ultima edizione dell'Handbook annuale, nonostante il fatto che la forza del franco svizzero limiti la crescita dei ricavi in valuta locale.

Nell'esercizio 2015 il 50% di quelli coperti dall'indagine ha migliorato i propri margini, mentre l'altra metà ha accusato una flessione. I cali dei margini sono stati più significativi degli incrementi, "i quali sono stati peraltro supportati più da iniziative di risparmio sui costi che da una crescita sottostante".

Al contempo, i dividendi sono aumentati o sono stati mantenuti sugli stessi livelli. Tra le società oggetto di indagine è stato inoltre registrato un incremento sostanziale dei buyback azionari, che hanno raggiunto un importo di 13,7 miliardi di franchi, con un incremento del 60% su base annua e del 429% rispetto all'esercizio 2013. Questi riacquisti di azioni proprie hanno eroso la liquidità disponibile all'interno delle aziende, si rileva nella nota.

Dalla pubblicazione del precedente manuale nell'agosto 2015, sono state registrate nove revisioni al ribasso di rating (contro una sola al rialzo). Sette di queste sono imputabili alle utility e alle società elettriche partner a causa delle difficili condizioni di mercato, rileva il CS. Il gruppo argoviese Axpo ha subìto un downgrade a dicembre e la grigionese Repower lo scorso aprile a seguito dei deboli risultati per l'esercizio 2015.

Mentre per Axpo l"outlook del rating è rimasto negativo dopo il downgrade, Repower ha invece saputo convincere gli investitori grazie a un aumento di capitale che ha visto l'ingresso di due nuovi soci di riferimento e il ripristino dei parametri finanziari dell"azienda a livelli in linea con un rating "investment grade", scrive il CS.

I rating del settore privato, dal canto loro, sono rimasti in gran parte immutati. Quello del gruppo industriale zurighese Sulzer è stato abbassato dopo l'annuncio di un'acquisizione finanziata interamente con l'assunzione di debito. La stessa sorte è toccata al gruppo zurighese di panetterie industriali Aryzta in considerazione della sua costante crescita attraverso acquisizioni e del conseguente indebolimento dei parametri di credito. L"outlook per Clariant è stato cambiato da stabile a negativo a seguito della pubblicazione dei risultati della società per l'esercizio 2015 e la stessa sorte è toccata alla società che gestisce l'aeroporto di Zurigo.

Complessivamente stabile rimane il rating del settore pubblico, il che "riflette l'elevata qualità di questo ambito", nota il CS, che ha rivisto al rialzo la valutazione del Canton Glarona dopo "un'ennesima serie di dati solidi per l'esercizio 2015". Quella di Basilea Campagna è invece stata abbassata di un gradino dopo un altro anno finanziario difficoltoso. Il rating del Canton Uri è passato da stabile a positivo, per i risultati finanziari molto solidi del 2015 e per il fatto che per tre anni consecutivi, il cantone ha conseguito un tasso di autofinanziamento nettamente superiore al 100%.

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SDA-ATS