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In Antartide si estendono fratture, rischio iceberg gigante

In Antartide si estendono le due fratture della piattaforma di ghiaccio di Pine Island (foto d'archivio): sono entrambe arrivate a 20 km di lunghezza, aumentando il rischio di distacco di un nuovo iceberg gigante. KEYSTONE/AP NASA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2019 - 13:50
(Keystone-ATS)

In Antartide si estendono le due fratture della piattaforma di ghiaccio di Pine Island: rilevate all'inizio dell'anno sono entrambe cresciute rapidamente arrivando a circa 20 km di lunghezza, aumentando il rischio della nascita di un nuovo iceberg gigante.

Lo mostrano le immagini dei satelliti Sentinel-1 e Sentinel-2 del programma europeo Copernicus dell'Agenzia spaziale europea (Esa) e della Commissione Europea.

Pine Island, 175'000 km quadrati nell'Antartide occidentale, è un flusso glaciale, cioè un tipo di ghiacciaio che si muove in modo molto più veloce rispetto al ghiaccio circostante.

"Queste nuove fratture sono apparse poco dopo il distacco dell'iceberg B46 l'anno scorso (grande 226 metri quadrati). Sentinel-1 durante l'inverno ha monitorato la loro progressiva estensione, che indica che un nuovo iceberg di grandezza simile presto si staccherà da lì", precisa Mark Drinkwater, capo della divisione Terra e missioni scientifiche dell'Esa.

Pine Island, con il suo ghiacciaio vicino Thwaites, collega il centro della piattaforma di ghiaccio occidentale antartica con l'oceano, dove insieme scaricano grandi quantità di ghiaccio. Questi due ghiacciai si sono drattamaticamente ridotti negli ultimi 25 anni.

Dall'inizio degli anni '90 la velocità di Pine Island è aumentata costantemente, arrivando a superare i 10 metri al giorno. La sua parte galleggiante, che ha in media uno spessore di 500 metri, ha perso parecchi pezzi negli ultimi 30 anni, che ne hanno cambiato forma e posizione, l'ultimo dei quali è appunto l'iceberg B46.

Recentemente la frequenza del distacco di pezzi di ghiaccio e iceberg da Pine Island è aumentata, e si unisce allo scioglimento della base, dove le correnti calde dell'oceano erodono il ghiaccio subacqueo che fluisce.

Visto l'assottigliamento della calotta di ghiaccio e il distacco di enormi iceberg, il ghiacciaio non riesce più a rimpiazzare il ghiaccio perso e il fronte della calotta di ghiaccio continua ad arretrare.

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