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In Svizzera il 14% della produzione alimentare complessiva, ossia 375'000 tonnellate, viene sprecato. Si tratta di cibo ancora commestibile che viene buttato a causa dell'assenza di un mercato per i sottoprodotti e dello stato attuale della tecnica.

Lo indica oggi l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), che da quattro anni rileva sistematicamente dati in tale ambito.

Si tratta di uno spreco pari a 300 chilogrammi per persona all'anno, precisa in una nota l'UFAM. Quest'ultimo aveva come obiettivo di quantificare le perdite alimentari, capire se si può evitarle e individuare i settori interessati da tali perdite.

Lo spreco di cibo commestibile è da ricondurre tra le altre cose a una pianificazione imprecisa o dal declassamento di prodotti per motivi tecnici, ad esempio in presenza di tavolette di cioccolata danneggiate. "Sembra quindi che la tecnica offra un grande potenziale per prevenire i rifiuti alimentari", afferma l'UFAM.

La parte principale (75%) degli scarti organici provenienti dall'industria alimentare viene utilizzata come alimento per animali e resta quindi nel ciclo della produzione alimentare. Il 20% circa viene valorizzato come biogas o riciclato come compostaggio. Solo una piccola parte viene incenerita. Si potrebbe prevenire in questo modo uno spreco pari a oltre 300 000 tonnellate di cibo, dichiara l'UFAM, mettendo a disposizione dell'industria alimentare lo studio effettuato.

Secondo le stime dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), circa un terzo delle derrate alimentari prodotte a livello mondiale va perso.

SDA-ATS

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