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Secondo Energie Zukunft Schweiz (EZS), fra sei anni la produzione elettrica delle centrali atomiche potrebbe essere sostituita da quella da energia rinnovabile.

Keystone/URS FLUEELER

(sda-ats)

I fornitori svizzeri di energia negli scorsi cinque anni hanno investito 7 miliardi di franchi in impianti con fonti rinnovabili. Se si continuerà questo ritmo in sei anni le centrali atomiche potranno essere sostituite da quelle elettriche a energia rinnovabile.

Lo afferma oggi Energie Zukunft Schweiz (EZS), che riunisce vari fornitori regionali di energia, acqua e telecomunicazioni prodotti da fonti rinnovabili o a basso impatto ambientale.

Le installazioni del genere acquisite all'estero attualmente forniscono oltre 6,5% tetrawattora all'anno (1 TWh = 1000 miliardi di Wh). In Svizzera tali impianti - che godono della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC) - producono quasi 3,4 TWh.

Di conseguenza - si legge in una nota odierna di EZS - le centrali eoliche e solari in mani elvetiche potrebbero già rimpiazzare quasi la metà della produzione elettrica nucleare locale. Quest'ultima l'anno scorso è stata di 22 TWh e ha coperto circa un terzo del bisogno interno.

Oltre agli impianti RIC già in funzione, nuovi progetti del genere, per ulteriori 3,8 TWh, hanno ricevuto il finanziamento alla fine di giugno. E altri, di una produzione complessiva di 6,4 TWh, sono in lista di attesa per una decisione di finanziamento.

Secondo EZS, i grandi investimenti all'estero sono motivati da condizioni quadro interessanti, per la remunerazione, la rapidità di costruzione, la pianificazione conveniente (in particolare per l'eolico) e spesso per i posti adatti.

Il 27 novembre si voterà sull'iniziativa popolare dei Verdi "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare (Iniziativa per l'abbandono del nucleare), che chiede lo spegnimento di tutti i reattori nucleari dopo 45 anni di attività, ossia al massimo nel 2029.

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SDA-ATS