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Il sindaco di Londra Sadiq Khan (foto d'archivio)

Keystone/AP PA/YUI MOK

(sda-ats)

Cade la testa di un altro pesce piccolo sull'onda dello scandalo e delle polemiche innescate dal tragico rogo della Grenfell Tower di Londra costato la vita il 14 giugno ad almeno 80 persone.

Il chief executive della società privata incaricata della gestione e della manutenzione del grattacielo popolare si è dimesso con la motivazione ufficiale di volersi "concentrare a far fronte alle investigazioni e all'inchiesta" avviate sul disastro.

L'uscita di scena del manager, Robert Black, arriva nel giorno in cui il Times ha reso noti documenti che confermano la scelta deliberata di usare pannelli isolanti a basso costo - rivelatisi infiammabili - nei lavori di risistemazione dell'edificio condotti un anno fa. Scelta che peraltro, secondo il giornale, fu suggerita alla società di gestione per risparmiare direttamente dal vertice politico del consiglio locale di Kensington e Chelsea, municipio a guida Tory fra i più ricchi di Londra, nonché proprietario della 'torre'.

Di qui la richiesta del sindaco laburista della capitale, Sadiq Khan, che a compiere un passo indietro sia ora proprio il vertice del consiglio locale, contestato ieri fra l'altro per aver interrotto bruscamente una riunione con i familiari delle vittime di Grenfell a causa della presenza dei media. Per Khan la leadership del consiglio "ha perso la fiducia della gente" del quartiere. Gente - ha rincarato il sindaco - che ormai si sente "abbandonata anche dal governo" di Theresa May.

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SDA-ATS