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Incendio Rouen: ancora timori, parlamento apre missione ad hoc

Il devastante incendio della fabbrica Lubrizol a Rouen KEYSTONE/EPA SDIS 76/SDIS 76 HANDOUT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 ottobre 2019 - 12:05
(Keystone-ATS)

In Francia non si placano i timori per l'incendio di giovedì scorso nel sito chimico Lubrizol, a Rouen in Normandia.

L'Assemblea Nazionale ha deciso oggi di aprire una "missione di informazione" - diversa cioè dalla "commissione d'inchiesta" invocata negli ultimi giorni da diversi parlamentari - sul grave incidente nel sito classificato Seveso, dunque, ad alto rischio per la popolazione. Ciò significa che una delegazione parlamentare studierà il problema prima di pubblicare un rapporto ad hoc.

Intanto il governo intende chiedere "controlli di sicurezza supplementari negli stabilimenti Seveso", ha riferito la portavoce del governo, Sibeth Ndiaye, intervistata da radio Europe 1. Ieri sera, la prefettura di Seine-Maritime, ha annunciato che sono 5'253 le tonnellate di prodotti chimici andate in fumo durante l'incendio. La prefettura ha precisato che "non tutti i prodotti sono pericolosi", ma "questa pericolosità dipende dalla quantità presente, dalla trasformazione delle molecole dopo la combustione e dal modo in cui si è esposti (contatto cutaneo, inalazione, ingestione)".

L'elenco dei prodotti, in larga parte "additivi multiuso", è online da ieri sera, ma gli interrogativi restano e la popolazione, nella zona di Rouen, continua ad essere molto preoccupata per le conseguenze sulla salute di quell'odore mefitico che ha avvolto la città e il suo hinterland, con numerosi casi di nausea, vomito, diarrea, ma anche per l'agricoltura e gli animali. Ieri sera, circa 2'000 persone, tra cui alcuni parlamentari, hanno manifestato a Rouen per denunciare il gruppo chimico Lubrizol e l'atteggiamento delle autorità accusate di "nascondere la verità sulle conseguenze dell'incendio".

"Lubrizol colpevole, Stato complice"; è uno degli slogan scanditi dai manifestanti. Oggi, dovrà riferire in parlamento la ministra responsabile per la Transizione ecologica, Elisabeth Borne.

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