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Si è concluso con un accordo il procedimento civile avviato dai famigliari di un cittadino statunitense deceduto nel 2013 a Montbovon (FR) in un incidente di mongolfiera. I loro avvocati avevano chiesto 54 milioni di franchi di risarcimento danni. L'accordo è stato concluso in dicembre a Londra.

L'avvocato del pilota conferma la notizia diffusa dal quotidiano "La Liberté", precisando di non aver partecipato di persona alla mediazione svoltasi nella capitale britannica e di "esserne stato informato dall'avvocato di una delle parti". Il contenuto dell'accordo è confidenziale, precisa, "ma si può supporre che è stato discusso il principio di un indennizzo".

La famiglia aveva sporto denuncia nel luglio 2014 presso la corte federale della California contro il Grand Hotel Park di Gstaad (BE) e il tour operator che proponevano la gita in mongolfiera. Secondo il "Malibu Times", la famiglia aveva chiesto un risarcimento danni di 54 milioni di franchi.

Il 6 agosto 2013, una mongolfiera su cui si trovava una famiglia di turisti americani aveva urtato una linea dell'alta tensione nei pressi di Montbovon, precipitando per oltre 40 metri. Il padre di famiglia, allora 55enne, era deceduto sul posto, mentre la madre (coetanea del marito), le figlie (di 20 e 24 anni al momento della tragedia), così come il pilota (allora 65enne) erano rimasti gravemente feriti.

La famiglia aveva accusato l'hotel di aver assunto un pilota incompetente, facendo notare che l'alcoltest effettuato su quest'ultimo dopo l'incidente aveva rivelato che il pilota aveva consumato alcool durante la notte precedente il volo.

Secondo gli avvocati della famiglia, il sessantenne svizzero era inoltre giunto in ritardo all'appuntamento e aveva poi manovrato il pallone facendolo volare a bassa altitudine. Quando una delle figlie lo aveva avvertito della presenza della linea ad alta tensione, l'aerostiere aveva guardato nella direzione opposta.

Mentre la vertenza civile è ormai terminata, le parti in causa aspettano le conclusioni dell'indagine svolta dal Servizio d'inchiesta svizzero sugli infortuni (SISI), che potrebbero sfociare in un procedimento penale. Attese per la fine del 2014, "esse non sono ancora state rese note", precisa il legale friburghese.

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SDA-ATS