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La storia della Svizzera è stata al centro dei discorsi pronunciati dall'ex consigliere federale Christoph Blocher (UDC) e dalla presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey (SP) al tradizionale incontro dell'Albisgüetli (ZH) davanti a circa 1500 membri e simpatizzanti dell'UDC. Le loro conclusioni sono state comunque diverse.

Se Blocher ha chiamato alla resistenza contro la "pressione esterna" e a difendere la libertà e l'indipendenza del paese, Calmy-Rey ha lodato la tradizionale disponibilità al compromesso da parte della Svizzera.

La consigliera federale ha rilevato che in occasione dei suoi viaggi all'estero ha costatato che la Svizzera viene apprezzata come paese neutrale. Il nostro paese si impegna nella ricerca di soluzioni ai conflitti e intrattiene buone relazioni praticamente con tutti i paesi, ha aggiunto.

"Siamo rispettati perché difendiamo con tenacia i nostri interessi, e siamo apprezzati per la nostra capacità di fare compromessi", ha aggiunto la ministra.

Diverso il discorso di Blocher, secondo il quale se si esamina la storia si vede che per la Svizzera è normale subire pressione dall'estero. Il suo è stato in particolare un discorso elettorale. "Chi vuole salvare la Svizzera, nel 2011 dovrà votare UDC", ha affermato mettendo in guardia contro un'eventuale adesione all'Unione europea che metterebbe in pericolo la libertà, l'indipendenza e la neutralità della Confederazione.

Alcuni dimostranti si era radunati in serata fuori dall'edificio in cui si svolge l'incontro e hanno colpito il consigliere nazionale Hans Fehr. All'emittente "Tele Züri", il parlamentare ha affermato di aver ricevuto un pugno al petto e in serata si è sottoposto ad alcuni esami medici. Contro il responsabile si dovrà essere rigorosi e i dimostranti dovranno rendere conto di questo atto, ha aggiunto. "Questo non va", ha affermato a sua volta Calmy-Rey. "Siamo qui per lottare con le parole e non con i pugni", ha aggiunto ricevendo un grosso applauso dai presenti in sala.

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SDA-ATS