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La libera circolazione delle persone è stato uno dei temi al centro 34esimo incontro fra parlamentari della Svizzera e dell'UE che si è tenuto oggi a Zurigo. L'appuntamento ha un carattere consultivo: serve a chiarire le rispettive posizioni su temi caldi sul tappeto.

"La Svizzera deve chiarirsi le idee su cosa vuole", ha detto il capo della delegazione UE, il danese Jorn Dohrmann, (Conservatori e riformisti europei), al termine dell'incontro nel corso di una conferenza stampa.

In tema di libera circolazione, la consigliera nazionale Kathy Riklin (PPD/ZH), responsabile della delegazione elvetica, ha dichiarato che fino a quando questa questione non sarà risolta, altri importanti accordi - come quelli su elettricità, sanità e media - rimarranno bloccati.

Secondo la capo-delegazione, un "colpo duro" sarebbe se la Svizzera dovesse rimanere esclusa dal Ttip, l'Accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti fra UE e USA, attualmente in fase di elaborazione.

L'incontro ha permesso di "localizzare i problemi", ma "non abbiamo ancora trovato l'uovo di Colombo". "Dall'UE non ci si può in ogni caso aspettare nessun ammorbidimento", ha aggiunto la Riklin.

Per il capo della delegazione europea, l'incontro ha mostrato che anche l'UE ha interesse a trovare soluzioni. Per farlo occorre però che sia chiaro cosa vuole la Svizzera. E su questo punto i colloqui non hanno permesso di trovare risposte, ha detto Dohrmann.

La delegazione svizzera comprendeva, oltre alla Riklin, i deputati Thomas Aeschi (UDC/ZG), Didier Berberat (PS/NE), Ignazio Cassis (PLR/TI), Hannes Germann (UDC/SH), Eric Nussbaumer (PS/BL) e Roland Rino Büchel (UDC/SG). Per l'UE hanno partecipato rappresentanti di Italia, Francia, Germania, Austria, Polonia, Regno Unito e Danimarca.

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SDA-ATS