Oltre 150 persone sono morte nell'ultimo mese nello stato indiano settentrionale dell'Uttar Pradesh a causa dello straripamento del Gange e dei suoi affluenti. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Ians.

In totale mezzo milione di persone sono rimaste senza tetto e sono state costrette a lasciare i villaggi perdendo i loro mezzi di sostentamento. Diversi fiumi della vasta piana gangetica hanno inondato le campagne distruggendo i raccolti e uccidendo il bestiame.

Da ormai un mese, le forti piogge monsoniche continuano a flagellare il nord dell'India. Circa 7 mila persone, in maggior parte pellegrini indù, sono scomparse nelle alluvioni che il 16 e 17 giugno hanno distrutto lo stato himalayano dell'Uttarakhand dove si trovano le sorgenti del Gange.

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