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Dopo scrittori, registi e scienziati, anche un gruppo di 53 noti storici indiani si sono uniti al coro di proteste contro il clima di "crescente intolleranza" alimentato dagli ambienti dell'estrema destra indù.

In un comunicato diffuso ai giornalisti, gli studiosi si dicono "preoccupati dall'atmosfera corrotta prevalente nel Paese che si manifesta in diverse forme di intolleranza".

Gli storici, tra cui figurano Romila Thapar, Irfan Habib, MGS Narayan, KN Panikkar, BD Chattopadhyaya, DN Jha, Neladri Bhattaracharya, Shireen Mosvi e Uppinder Singh fanno riferimento al linciaggio di un musulmano sospettato di mangiare carne di mucca e al lancio di inchiostro contro un politico che presentava un libro di un ex ministro pachistano. Puntano poi il dito sulla censura governativa.

"Ci sono stati tentativi - scrivono - di mettere al bando i nostri libri e cancellare fatti storici nonostante siano basati su fonti certe". Nelle ultime settimane decine di scrittori, registi e intellettuali hanno restituito i loro premi ricevuti da accademie nazionali in segno di protesta per l'attacco al pluralismo che storicamente ha sempre caratterizzato la società indiana.

Alla lista si è aggiunto ieri anche uno scienziato, PM Bhargava, che ha restituito per protesta un'onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica (il 'Padma Bhushan').

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SDA-ATS