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NEW DELHI - La Corte Suprema ha vietato l'uso del "siero della verità" per ottenere informazioni da sospetti criminali. Lo riporta l'agenzia di stampa Pti.
I giudici della massima istanza giudiziaria indiana hanno detto che la pratica di iniettare droghe o altre sostanze per facilitare le confessioni durante gli interrogatori è illegale, in quanto "è un abuso della libertà personale".
"Nessun individuo può essere sottoposto a questa tecnica contro la sua volonta" ha spiegato la giuria presieduta dal giudice capo K.G. Balakrishna.
La polizia non potrà più usare il siero della verità, a meno che la persona interessata non lo richieda.
Il test è stato largamente usato dagli investigatori indiani per risolvere diversi casi di omicidio o per ottenere importanti informazioni nei casi di terrorismo.
La decisione della Corte Suprema è stata accolta con soddisfazione dai difensori dei diritti umani, che considerano la pratica come una forma di tortura.

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SDA-ATS