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L'imboscata di oggi contro l'esercito indiano nello Stato di Manipur (nord-est), costata la vita a 20 soldati, è stata rivendicata dal Fronte di liberazione unito dell'Asia sud-occidentale, che raggruppa quattro gruppi separatisti. Lo riferiscono i media a New Delhi.

Preparato con meticolosa cura, l'attacco è avvenuto nella valle di Moltuk del distretto di Chandel, ed è stato realizzato con l'utilizzazione di rudimentali ordigni esplosivi (ied), lanciarazzi ed armi automatiche che, oltre alle vittime, hanno causato anche 13 feriti nei ranghi del 6/o Regimento Dogra.

La coalizione include il Consiglio nazionale socialista del Nagaland (Nscn-K) guidato da S.S.Khaplang, il Fronte di liberazione unito dell'Assam (Ulfa-I), l'Organizzazione di liberazione Kamataour ed il Fronte nazional-democratico del Bodoland (Ndfb) guidato da I.K. Songbijit.

In particolare il leader dell'Ulfa-I, Paresh Baruah, ha comunicato ai canali tv dello Stato che l'attacco, il più cruento contro l'esercito indiano degli ultimi 20 anni, è stato realizzato per ordine del presidente della coalizione, S.S. Khaplang.

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SDA-ATS