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NEW DELHI - Continua a ribollire di tensione il Kashmir indiano dove anche oggi i manifestanti separatisti sono scesi in strada sfidando il coprifuoco in vigore negli ultimi cinque giorni. In diversi scontri quattro giovani, tra cui un sedicenne, sono stati uccisi dalle forze dell'ordine che hanno sparato sulla folla.
Le autorità hanno imposto l'ordine di sparare a vista sui dimostranti, mentre sono in arrivo altri 20 battaglioni di reparti paramilitari a Srinagar e nelle altre città paralizzate dalle proteste.
La crisi ha sollevato oggi l'attenzione del Pakistan che ha lanciato un avvertimento a New Delhi sull'uso eccessivo della forza. "È necessario che il governo indiano usi moderazione. Il Pakistan è seriamente preoccupato dall'escalation della violenza contro la popolazione del Kashmir che ha causato la perdita di vite innocenti", ha detto il ministro degli esteri pachistano Mehmood Qureshi in una dichiarazione riportata oggi da "Dawn News".
Secondo i media indiani, le nuove vittime di oggi portano a 26 il bilancio dei morti negli ultimi cinque giorni nella vallata himalayana contesa da India e Pakistan. In totale, sono 42 le persone morte dall'11 giugno, quando l'attuale ondata di proteste è scoppiata in seguito all'uccisione di un giovane di 17 anni.
L'emergenza è arrivata sul tavolo del premier Manmohan Singh che ieri sera ha convocato i responsabili dello stato di Jammu e Kashmir per consultazioni. Ma non sembra esserci una soluzione immediata per disinnescare una crisi che si alimenta di nuova violenza a ogni vittima causata dalla polizia.

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SDA-ATS