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Il ministro dell'Interno indiano Rajnath Singh ha manifestato oggi "viva preoccupazione" per lo stato di tensione nello Stato nord-orientale di Nagaland dove ieri, nonostante l'imposizione del coprifuoco, una folla inferocita di molte migliaia di persone ha prelevato a forza dalla sua cella uno stupratore pestandolo a morte.

Sono seguiti scontri con la polizia durante i quali - riferisce la stampa indiana - un manifestante è stato ucciso da due proiettili e altri quattro sono rimasti gravemente feriti.

La vittima linciata, Syed Farid Khan, era un uomo d'affari sposato immigrato dal Bangladesh che aveva ammesso di avere violentato il 23 febbraio una ragazza di 20 anni dell'etnia Suni Naga.

Dopo essere averlo portato via a forza dal carcere, la folla lo ha linciato, trascinandone con una motocicletta il corpo, per sette chilometri fino alla torre dell'orologio di Dimapur dove era stata programmata una impiccagione.

Qui la polizia, vista l'inutilità dell'uso di lacrimogeni e idranti, ha utilizzato le armi da fuoco sparando sui manifestanti.

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SDA-ATS