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Non accenna a diminuire l'ondata di caldo secco che da una settimana ha colpito l'India del nord e del sud-est causando almeno 500 morti secondo un bilancio che potrebbe aumentare nei prossimi giorni.

Il clima torrido, con temperature massime di 48 gradi per la maggior parte del giorno, ha trasformato metropoli e campagne in fornaci. Ma quello che è più preoccupante è che l'Ufficio meteorologico indiano prevede che nei prossimi tre giorni non ci sarà nessun sollievo alla calura in quanto continueranno le condizioni di alta pressione con sole e cielo sereno.

La maggior parte delle vittime sono state registrate negli stati sud orientali dell'Andhra Pradesh e Telangana, due zone che di solito non sono interessate da queste temperature tipiche invece del nord dell'India soprattutto nel mese di maggio che precede la stagione delle piogge monsoniche. Da sabato in questi due Stati ben 140 persone hanno perso la vita. In molti casi si tratta di manovali, anziani o senza tetto colpiti da collassi per il caldo o da disidratazione per l'eccessiva esposizione al sole. Nella morsa del caldo c'è anche il mega stato dell'Uttar Pradesh, popolato da 200 milioni di abitanti. Ad Allahabad, nella pianura gangetica, la colonnina di mercurio ha toccato i 48 gradi.

Le autorità consigliano di limitare la permanenza al sole se non necessaria e di mantenere un livello costante di liquidi nel corpo. Grossi disagi anche a New Delhi, metropoli con una popolazione di 15 milioni di persone, dove oggi la temperatura ha toccato i 45 gradi di massima segnando il record della stagione. Due anni fa, sempre a maggio, la capitale aveva registrato 47,5 gradi per la prima volta dopo 20 anni. Il gran caldo è accompagnato da un vento molto secco chiamato 'loo' in hindi che spira dai deserti occidentali verso la pianura gangetica e che a volte è accompagnato da tempeste di sabbia.

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SDA-ATS