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Il parlamento indiano ha approvato oggi una nuova legge contro le violenze sessuali che prevede pene più severe e estende il raggio di azione anche a offese come le molestie e lo "stalking". Il provvedimento era stato proposto dal governo a febbraio sull'onda della mobilitazione popolare sollevata dal brutale stupro di gruppo di una ragazza su un autobus a New Delhi lo scorso 16 dicembre.

La legge, nota come Criminal Law (Amendment) Bill, 2013, sostituisce il precedente decreto promulgato il 3 febbraio e che scadeva il 4 aprile. È stata approvata dalla Camera bassa dove erano presenti soltanto 168 deputati. Il testo deve ora passare al vaglio del Senato.

Tra le novità più importanti ci sono l'ergastolo (o la pena di morte in certi casi) per gli stupratori abituali e una pena non inferiore a 20 anni di carcere per chi commette una violenza sessuale. Introduce inoltre per la prima volta pene severe per diversi reati come lo "stalking", il voyeurismo e gli attacchi con l'acido.

Inoltre fissa i 18 anni come età per il consenso per proteggere le ragazze minorenni. Questo punto è stato molto dibattuto tra le forze politiche nelle sei ore di discussione sulla legge. Alcuni partiti volevano abbassare l'età del consenso a 16 anni, in linea con molti altri Paesi.

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SDA-ATS