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Il governo indiano ha messo a punto un piano di riforme che prevede l'eliminazione della povertà entro il 2032 alla condizione che il Paese cresca del 10% all'anno. Lo riportano oggi i media locali.

Il documento di 23 pagine, chiamato 'Transforming India', è il risultato di due mesi di lavoro di un comitato guidato dal premier Narendra Modi. Si prevede anche la creazione di 175 milioni di posti di lavoro.

"Una crescita del 10% trasformerà l'India - si legge - che diventerà nel 2032 una economia da 10 trilioni di dollari senza più poveri". Oggi il pil è al 7,6%, il più veloce tra le grandi economie, mentre la ricchezza nazionale è di circa 2 trilioni di dollari. Tra le misure da adottare ci sono l'introduzione di normative compatibili con le pratiche commerciali dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc), la completa elettrificazione dei villaggi entro il 2018 e l'espansione della rete delle fibre ottiche soprattutto nelle aree rurali. Sono inoltre previste riforme nell'agricoltura che è ancora largamente basata sulla sussistenza e nel settore fiscale.

Tuttavia la crescita costante del 10%, necessaria per raggiungere gli obiettivi del piano, è ritenuta da molti troppo ambiziosa. Due giorni fa il governatore della Banca centrale indiana (Rbi), Raghuram Rajan, ha dichiarato che il Paese resta ancora uno dei più poveri al mondo con "una lunga strada da percorrere". "Siamo ancora una delle Nazioni più povere del pianeta se prendiamo come criterio il reddito pro capite - ha detto - e dobbiamo fare molta strada prima di poter ragionevolmente rispondere alle esigenze di ognuno dei nostri concittadini".

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SDA-ATS