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India: riapre commercio e templi, ma cresce curva contagio

In India il picco di contagi è atteso in luglio (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/RAMINDER PAL SINGH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 giugno 2020 - 10:41
(Keystone-ATS)

L'India riapre da oggi centri commerciali, alberghi, ristoranti e luoghi di culto in numerose città: dopo 10 settimane di lockdown, il governo assume il rischio di riaprire la gran parte delle attività per far fronte alla profonda crisi economica creata dal blocco.

Tuttavia, la decisione coincide con il momento di massima preoccupazione per l'aumento della pandemia, che, secondo gli esperti, devasterà il paese nelle prossime settimane, con un picco atteso in luglio.

L'India continua infatti a registrare picchi di nuovi casi ogni giorno, con una curva crescente che lo ha portato nell'ultima settimana a diventare il quinto paese più colpito al mondo, con un totale di 258.272 casi, e 7.204 morti, secondo i dati forniti questa mattina dal ministero della Salute. Un gruppo composto da scienziati e medici indiani ha detto ai media che la capitale Delhi potrebbe registrare 100 mila casi entro la fine di giugno, se si riconferma il trend della scorsa settimana, che vede raddoppiare i casi ogni quindici giorni.

La capitale indiana riapre, ma nel panico: i casi contati sinora sono 27.000 e 761 morti, ma gli amministratori della città sanno di avere una struttura sanitaria del tutto inadeguata all'emergenza.

Il governatore Kejriwal ha ordinato alle cliniche e agli ospedali privati di mettere a disposizione dei pazienti Covid posti letto e unità di rianimazione a prezzi calmierati, denunciando il mercato nero dell'assistenza; ha lanciato una app per individuare i letti ancora liberi; e ha sottolineato che le strutture sanitarie dovranno dare la priorità ai residenti, ai quali spetterà dimostrare, con documenti vari, di averne diritto.

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