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Continua per il settimo giorno consecutivo nello stato dell'Haryana (India settentrionale) la violenta protesta anti governativa della comunità etnica dei Jat, costata la vita finora a tre persone. Lo riferiscono i media locali.

Stamane i dimostranti hanno incendiato una stazione e bloccato decine di treni, tra cui quelli sulla popolare linea New Delhi-Jaipur. Reparti dell'esercito stanno presidiando due distretti, dove ieri è stato dichiarato il coprifuoco con l'ordine di sparare a vista.

Dopo le violenze di ieri che hanno causato anche 25 feriti, la situazione nella città di Rohtak, l'epicentro della rivolta, e in altre parti dell'Haryana è rimasta molto tesa. Il governo centrale ha dislocato 3000 paramilitari. Altri rinforzi dell'esercito sono in arrivo.

La casta dei Jat, un'etnia di agricoltori che costituisce quasi il 30% dell'Haryana, chiede di essere inserita in una classificazione governativa (chiamata Other Backward Classes o OBC) che prevede diversi benefici per l'istruzione e per l'impiego, tra cui una quota riservata del 27% nei posti della pubblica amministrazione.

La protesta ha colpito anche Gurgaon, il principale polo informatico di New Delhi, dove sorgono molte multinazionali straniere. I dimostranti hanno bloccato alcune principali arterie, impedendo il trasporto di generi alimentari e beni di prima necessità a Rohtak, Jind, Bhiwani e in altri centri.

Un portavoce delle Ferrovie settentrionali ha reso noto che a causa dell'agitazione sono stati cancellati 150 treni dalla capitale verso gli Stati di Haryana, Punjab, Rajasthan e la città di Jammu.

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SDA-ATS