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È salito a 52 morti il bilancio delle vittime di scontri etnici nello stato dell'Assam, nel nordest dell'India, con il ritrovamento di altri corpi senza vita abbandonati nei villaggi. Lo riferiscono i media locali.

Nuovi rinforzi militari e aiuti umanitari sono stati inviati nella regione insanguinata da continue violenze tra la comunità indigena e quella musulmana, immigrata dal vicino West Bengala.

Oggi il primo ministro Manmohan Singh e la presidente del partito del Congresso, Sonia Gandhi, si sono recati in visita alle aree colpite dai disordini e ai campi sfollati che ospitano circa 400 mila persone. "Questi disordini sono una macchia per l'immagine dell'India" ha detto Singh ai giornalisti prima di ripartire dal distretto di Kokrajhar, l'epicentro della crisi.

Secondo le autorità locali, almeno oggi è tornata la calma a Kokrajhar, dove oltre una settimana fa si è scatenata la faida tra l'etnia tribale dei Bodo e la minoranza mussulmana in seguito all'omicidio di quattro persone.

In particolare, il governo di New Delhi ha deciso di inviare 11 mila agenti paramilitari e un aereo C-130J Hercules con un team di soccorso per far fronte alla grave emergenza umanitaria degli sfollati.

Anche la Chiesa indiana, in un comunicato della Conferenza dei Vescovi indiani, ha deplorato la "violenza irragionevole e la crisi umanitaria" che ha colpito i distretti dell'Assam, dove vive una consistente comunità cristiana.

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SDA-ATS