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Un'immagine della manifestazione odierna a New Delhi, in India.

KEYSTONE/AP

(sda-ats)

Sfidando l'emergenza ambientale dovuta alla persistente cappa di smog tossico che opprime la città, centinaia di militanti per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, hanno sfilato oggi a New Delhi per la 10/a edizione della marcia denominata 'Queer Pride'.

Con palloncini multicolori, maschere, bandiere, tamburi striscioni e cartelli, i dimostranti si sono messi in marcia all'inizio del pomeriggio dalla Barakhamba Road ed hanno raggiunto il Jantar Mantar, terminale obbligato di tutte le proteste sociali indiane.

Molti gli slogan fra cui alcuni ripetuti: "Siamo qui, siamo 'queer', fatevene una ragione!", "L'amore è una virtù, l'odio un peccato!" e "L'amore è una rivoluzione!".

Per l'occasione gli organizzatori hanno pubblicato un comunicato in cui sostengono che "marciamo contro gli attacchi pesanti e le diverse forme di discriminazione di cui sono oggetto 'hijras' (tipici transgender indiani), 'kothis' (effeminati), transessuali uomini e donne, lesbiche, gay, intersessuali, anticonformisti sessuali, bisessuali, pansessuali, persone asessuate, e i nostri alleati, negli spazi pubblici e privati".

Intervistati dai giornalisti i manifestanti hanno sottolineato che spesso i membri della collettività vengono minacciati, talvolta malmenati e torturati, da persone che spesso cercano di estorcere denaro.

La legge indiana è molto rigida con gli omosessuali e prevede per la flagranza condanne fino a dieci anni di carcere. Nel 2009 l'Alta Corte di New Delhi emise contro di essa una sentenza di incostituzionalità. Ma poco dopo la Corte Suprema intervenne per precisare che qualsiasi modifica in materia spetta al legislatore e non ai tribunali. Ma il Parlamento indiano non ha fatto alcun progresso in materia.

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SDA-ATS