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Una polemica politica è sorta nello Stato indiano di Goa, meta prediletta da molti turisti stranieri, per la proposta di responsabili locali che vogliono proibire alle donne di indossare bikini nelle spiagge pubbliche, permettendolo eventualmente in alcune a pagamento. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Ians.

La tensione fra i partiti al governo a Goa e l'opposizione del Congresso di Sonia Gandhi è cominciata a crescere il mese scorso quando il ministro dei Lavori pubblici locale, Sudin Dhavalikar, ha chiesto con forza la proibizione totale di "bikini, minigonne e pub a Goa perché non conciliabili con la cultura indiana".

Giovedì scorso Lavu Mamledar, membro del partito Maharashtrawadi Gomantak (Mgp) ha proposto all'Assemblea legislativa di Goa la creazione di "spiagge speciali per bikini" lungo la costa con biglietti di ingresso fra 1.000 e 2.000 rupie (fra 12 e 24 euro). Le "bikini beaches" ha concluso con entusiasmo Mamledar, "permetteranno sia di accrescere le entrate del governo sia di aumentare il turismo".

Dura la risposta oggi da parte di Durgadas Kamat, portavoce del Congresso, secondo cui il governo locale "sta cercando di imporre restrizioni alle donne con questo tipo di proposte, limitandone così la libertà". penso, ha concluso, che sul piano politico "il loro vero obiettivo è privatizzare le spiagge e fare soldi con le concessioni"

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SDA-ATS