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È partita oggi in due remote regioni tribali del Nord-Est la gigantesca maratona elettorale per il rinnovo del Parlamento indiano, che si concluderà il 16 maggio con la proclamazione dei risultati globali.

La prima delle nove tornate elettorali si è tenuta in cinque circoscrizioni dell'Assam, lo stato famoso per le piantagioni di tè, e nel minuscolo Tripura che confina da tre lati con il Bangladesh e che ha la specificità di essere l'unico stato in cui il Partito comunista marxista indiano è ancora al potere dopo aver perso le roccaforti del West Bengala e del Kerala.

Da oggi la 'più grande democrazia del mondo', con i suoi 815 milioni di elettori, si è messa in moto e nelle prossime cinque settimane il suo cammino sarà inarrestabile, dalle vette himalayane della regione buddista del Ladakh, dove le strade sono aperte solo per tre mesi, fino all'estremità di Kanyakumari dove "la terra finisce" e si toccano il Mar Arabico e la baia del Bengala.

L'exploit è andato alla perfezione grazie a una partecipazione record, fino all'84% in Tripura e di oltre il 72% in Assam, che ha costretto a estendere l'orario di chiusura dei seggi dove si sono viste lunghe file per il giorno. Forse grazie al massiccio schieramento delle forze di sicurezza, non si sono registrati incidenti come si temeva, soprattutto in Assam dove sono attivi gruppi guerriglieri separatisti.

Con 'solo' 7,6 milioni di elettori, questa prima fase è stato una specie di banco di prova per la macchina organizzativa. La prossima tornata, dopodomani, coinvolgerà parzialmente cinque Stati di cui quattro sempre nel Nord-Est. Mentre giovedì si entrerà nel vivo con il voto a New Delhi e in ben 14 altri stati, dalle isole Laccadive e Andamame, fino al "peso massimo" dell'Uttar Pradesh, che conta 80 seggi sui 272 della Camera bassa, o Lok Sabha.

Intanto oggi l'attenzione è stata monopolizzata dal partito della destra, il Bharatya janata party (Bjp) che ha presentato il suo programma elettorale con qualche giorno di ritardo per via di cambiamenti apportati all'ultimo momento.

Sempre oggi erano previsti anche dei comizi "in 3D" del leader Narendra Modi, candidato premier e super favorito nei sondaggi, in un centinaio di piazze in tutta l'India. Gli interventi, in cui il politico doveva compariva sotto forma di un'immagine olografica, sono stati però cancellati per ragioni tecniche e rinviati all'11 aprile. C'è chi ha volto vedere questa debacle tecnologica come il primo segno di un "affaticamento" del partito che ormai da mesi è impegnato in una estenuante e massiccia campagna elettorale nelle strade e sui media indiani tutta incentrata sulla personalità e carisma del governatore dello stato 'modello' del Gujarat.

Anche nel 2004, quando alla guida c'era L.K. Advani, l'ultraottantenne icona del Bjp, la vittoria sembrava a portata di mano. Invece la leader Sonia Gandhi, che ha ereditato il partito del Congresso dal marito Rajiv Gandhi assassinato nel 1989, è riuscita a capovolgere le previsioni grazie al supporto delle masse indiane.

SDA-ATS