Le aspettative degli esperti finanziari sul futuro della congiuntura svizzera sono peggiorate in luglio.

Il relativo indice calcolato dal Centro per la ricerca economica europea (ZEW) di Mannheim (D) e da Credit Suisse (CS) si è attestato a -5,4 punti, contro +0,1 punti di giugno.

Si tratta del primo arretramento da diversi mesi, fa sapere CS in un comunicato odierno. In seguito al "Francogeddon" l'indicatore era crollato in febbraio a -73,0 punti (da -10,8), ma dopo erano seguiti quattro mesi consecutivi in crescita.

Nel dettaglio, il 56,8% degli analisti e degli economisti interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 18,9% si aspetta un miglioramento e il 24,3% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 18,9 meno 24,3 = -5,4). Rispetto a giugno diminuiscono sia gli ottimisti (-6,8 punti), sia i pessimisti (-1,3 punti), mentre si fanno più folte le file di coloro che puntano sullo status quo (+8,1 punti).

Migliora per contro leggermente nel confronto mensile il giudizio sull'attuale andamento dell'economia, con un indice a -21,6 punti, mentre in giugno era a -23,0.

Il peggioramento delle stime per il futuro potrebbe essere dovuto anche a un'analisi meno favorevole sulla prevista evoluzione dell'Eurozona (47,1 punti, -4,3) e degli Usa (25,1 punti, -14,4).

Tornando entro i confini elvetici, diminuiscono gli esperti che si aspettano un'ulteriore flessione dell'inflazione (2,7% degli interpellati, -12,7 punti rispetto a giugno): la grande maggioranza (78,4%) non prevede cambiamenti e solo pochi scommettono su un aumento (18,9%, +1,0 punti)

I tassi sono attesi stabili nel corto termine (94,1%) e più fitte si fanno le schiere di coloro che non si aspettano mutamenti nemmeno sul lungo periodo (59,5%, +4,2 punti): solo il 37,8% (+1,0 punti) punta su un incremento.

Il 52,9% degli interrogati prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI. Riguardo ai cambi, il 40,5% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 32,4% si aspetta un indebolimento del franco e il 27,1% un rafforzamento. Sul fronte della disoccupazione il 61,1% vede una crescita dei senza lavoro e il 38,9% una stagnazione; nessuno si aspetta un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 29 giugno e il 13 luglio, hanno partecipato 37 analisti, cui sono state poste anche tre domande straordinarie. La prima relativa alla crescita economica nel 2015 e nel 2016: la maggioranza del campione prevede un'espansione compresa fra lo 0,5 e l'1% quest'anno e fra l'1 e l'1,5% nei dodici mesi successivi. Il secondo quesito concerneva l'inflazione, vista fra -1,0 e 1% nel 2015 e fra 0,0 e 0,5% nel 2016. La terza domanda era in relazione al Libor 3M fra dodici mesi, previsto nella fascia tra -1,0 e -0,5%.

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