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Continua a pesare sull'industria svizzera lo shock del franco diventato troppo forte dopo l'abbandono, il 15 gennaio, della soglia minima di cambio con l'euro da parte della Banca nazionale: l'indice PMI (Purchasing Managers' Index) dei responsabili degli acquisti dell'industria stessa ha chiuso a 47,3 punti, al di sotto della soglia di crescita fissata a 50 e in calo di quasi un punto rispetto al mese precedente, quando si era fissato a quota 48,2.

Il ritmo di ribasso dell'indice si è dunque un po' rallentato dopo il vero e proprio crollo (-5,3 punti) di gennaio, si rileva nel bollettino pubblicato oggi dall'associazione che effettua il sondaggio, Procure.ch, e da Credit Suisse, i cui economisti interpretano i dati raccolti mensilmente. Questa evoluzione è in parte senza dubbio dovuta alla recente stabilizzazione del corso euro-franco, si precisa.

Per la prima volta dall'ottobre 2012, le imprese hanno prodotto meno del mese precedente: la componente "Produzione" ha ceduto 3,7 punti per chiudere a 47,3. Le commesse in portafoglio sono sotto la soglia di crescita per il secondo mese consecutivo, benché "la dinamica sia un po' rallentata": il relativo sotto-indice è progredito di 3,3 punti per chiudere a 47,6. "Riflesso della reazione rapida delle imprese" alla difficile situazione, si nota un deterioramento a livello sia di personale che di stock.

Il sotto-indice "Impiego" è crollato al suo più basso livello dal 2012, a 45,4 punti (-3,3), mentre il sotto-indice "Stock di materie prime" è sceso a 45,1 (-0,9). La componente "Stock di prodotti finiti" sale invece a 44,4 punti (+2,5), ma è sempre sotto la soglia di crescita.

Dal canto suo, il sotto-indice "Prezzi d'acquisto" ha chiuso a un livello minimo storico di 12,9 punti (-8,3 rispetto a gennaio quando era a 21,2 e addirittura -35 rispetto a dicembre quando era a 47,9 punti). Il basso livello dei prezzi delle materie prime sui mercati mondiali e la forza del franco hanno accelerato il ribasso dei prezzi su larga scala, commentano gli esperti di Credit Suisse, secondo i quali il rincaro dovrebbe dunque rimanere negativo in Svizzera.

Il PMI si basa su un'indagine condotta a scadenza mensile tra gli affiliati all'associazione Procure.ch, che comprende circa 1000 società svizzere dei vari settori e 500 membri singoli. Secondo Credit Suisse l'indice fornisce una immagine rappresentativa dell'evoluzione degli affari nel settore industriale.

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SDA-ATS