L'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) dell'industria elvetica è salito di 3,4 punti in agosto rispetto al mese precedente, portandosi a quota 52,2.

La soglia di crescita (50 punti) è così stata superata per la prima volta dall'abolizione del tasso di cambio minimo per l'euro deciso in gennaio dalla Banca nazionale svizzera (BNS).

Il dato è superiore alle attese degli economisti, i quali si attendevano un valore compreso tra 49,0 e 50,1 punti.

A migliorare è stata soprattutto la produzione, si precisa nel bollettino pubblicato oggi dall'associazione che effettua il sondaggio, Procure.ch, e dal Credit Suisse, i cui economisti interpretano i dati raccolti mensilmente. Tale sottoindice è progredito di 7 punti a 62,4, il livello più alto dal dicembre 2010. In aumento anche le commesse in portafoglio (+3,9 punti a 52,4, la dinamica più forte del 2015) e i volumi degli acquisti (+2,9 punti a 55,3).

I dati di agosto non vanno tuttavia sopravvalutati, dato che l'attività dell'industria è tradizionalmente più modesta durante il periodo delle vacanze estive, viene spiegato. Ciò si riflette tra l'altro nel fatto che la componente "stock di prodotti finiti" è rimasta praticamente invariata.

A dare fiducia è però il fatto nonostante le turbolenze in Cina e il crollo dei mercati azionari nel periodo in rassegna i volumi degli acquisti sono ulteriormente aumentati. Le aziende hanno tratto profitto dei minori prezzi delle materie prime, in ogni caso il sottoindice "prezzi d'acquisto" è sceso di 4,1 punti a 36,1.

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