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Indignati: Usa, week-end scontri e arresti

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 novembre 2011 - 18:17
(Keystone-ATS)

Week end di scontri per gli indignati a stelle e strisce. Sono almeno quattro le città americane dove la protesta è sfociata in disordini e violenze, facendo scattare decine di arresti. Nella maggior parte dei casi i tafferugli sono stati causati dalla "rivolta" dei dimostranti dopo aver ricevuto l'ordine di sfratto della polizia, che sta cercando di ripulire le aree diventate più sporche e pericolose.

A Salt Lake City, dove le autorità hanno intimato agli indignati di lasciare il parco dopo che un barbone è stato trovato senza vita all'interno di una tenda, sono state fermate 19 persone. Sedici gli attivisti finiti dietro le sbarre a Denver durante l'operazione di sgombero del loro quartier generale, ordinata dalla polizia che ha definito l'area "non sicura e non igienica".

A San Francisco due poliziotti sono rimasti feriti in uno scontro con un gruppo di manifestanti. Secondo quanto riportato dalla stampa locale uno di loro è stato tagliato con una lametta da una giovane che è sbucata dalla folla ferendo l'agente a una mano. Nessuno per ora è stato arrestato in conseguenza degli incidenti.

Mentre a Portland le autorità hanno arrestato oltre venti persone dopo che i manifestanti si sono trincerati nel loro quartier generale creando barricate di fortuna per non essere cacciati. Il sindaco aveva ordinato la chiusura del campo per le condizioni insalubri e la presenza sempre maggiore di ladri e tossicodipendenti.

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