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Indonesia: tsunami; più di 400 morti, resta minaccia vulcano

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2010 - 09:48
(Keystone-ATS)

GIAKARTA - È corsa contro il tempo in Indonesia per far giungere viveri e medicinali ai superstiti dopo lo Tsunami che ha devastato il Paese provocando, secondo l'ultimo bilancio, più di 400 morti e 300 feriti. Nello stesso tempo le autorità continuano a sorvegliare da vicino il vulcano Merapi che anche oggi ha ripreso ad eruttare, facendo fuoriuscire una nube di cenere e di lava, dopo l'eruzione di tre giorni fa che ha provocato la morte di 34 persone.
Sull'arcipelago di Mentawi, al largo di Sumatra, sono stati ritrovati stamani altri cadaveri sulle spiagge e attorno i villaggi dei pescatori totalmente spazzati via dal maremoto di lunedì sera. "Almeno 408 sono i corpi ritrovati finora mentre 303 persone risultano tuttora disperse", ha indicato un responsabile dei soccorsi, Agus Prayitno. Le autorità temono che il bilancio delle vittime possa superare quota 500 in quanto "è probabile che i due terzi delle persone scomparse siano state trascinate via dalla marea", ha precisato un soccorritore.
Oltre alla ricerca dei dispersi, la priorità nel Paese è quella di portare gli aiuti alle migliaia di superstiti che hanno perso la famiglia, la casa e la barca per pescare. Secondo i servizi di emergenza, sono più di 13 mila le

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