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Taglio di 7800 posti di lavoro nell'industria nel 2016, stabilizzazione del commercio al dettaglio, rallentamento del calo dei pernottamenti: lo prevedono gli economisti di Credit Suisse in tre comparti "caldi" dell'economia, a rischio a causa del franco forte.

In gennaio erano circa 23'000 i disoccupati nel settore industriale, 3700 in più dell'anno precedente (+19%), si legge nella pubblicazione trimestrale "Monitor Svizzera". Quasi tre quinti dell'aumento della disoccupazione sono riconducibili all'industria metalmeccanica ed elettronica (MEM) nonché a quella orologiera. Per i prossimi trimetri gli specialisti di Credit Suisse prevedono un ulteriore taglio di posti di lavoro nel settore industriale: la flessione dell'occupazione dovrebbe attestarsi all'1,2%, pari a 7800 posti.

Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, nel 2015 i fatturati nominali e i prezzi sono stati inferiori dell’1,5% rispetto ai dodici mesi precedenti. Nel quarto trimestre si è però registrata una certa distensione, che non ha però interessato il segmento del l'abbigliamento (fatturato -4,2%), penalizzato dalle temperature miti. Supponendo un tasso di cambio euro/franco di 1.10 Credit Suisse si aspetta per il 2016, nonostante un probabile lieve aumento della disoccupazione e il difficile inizio anno, una stabilizzazione dei fatturati nominali. Le vendite aumenteranno nel settore alimentare, mentre diminuiranno in quelle non food.

Sul fronte turistico nel 2015 l'industria alberghiera elvetica ha registrato una riduzione dei pernottamenti dello 0,8% rispetto all'anno precedente, con punte del rispettivamente -14% e -12% per gli ospiti provenienti da Olanda e Germania. Grazie a un'ulteriore ripresa economica in Europa, il calo dei pernottamenti dovrebbe però rallentare nel 2016, affermano gli analisti di Credit Suisse.

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SDA-ATS