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L'industria elvetica ha preso le misure delle ricadute negative del rafforzamento del franco: è quanto si evince dell'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) elaborato dal Credit Suisse e da Procure.ch.

Dall'indice risulta per ottobre un rafforzamento di 1,2 punti rispetto al mese precedente a 50,7 punti, un valore superiore alla soglia di crescita.

È da mesi che l'indice oscilla attorno ai 50 punti, indica una nota odierna della seconda maggior banca elvetica e di Procure.ch. Da un lato, lo scandalo Volkswagen e le paure inerenti alla Cina non hanno influito granché sull'indice, dall'altro soltanto pochi imprenditori credono ancora di un indebolimento a breve del franco.

Solo il 29% delle aziende contattate si attende una svalutazione della moneta nazionale; nei sondaggi eseguiti in precedenza, tale percentuale era superiore. Circa il 25% delle società intende investire di più l'anno prossimo, mentre il 50% pensa di impegnarsi in ugual misura; un altro 25% vuole invece ridurre gli investimenti. I due terzi dei manager guardano al futuro con ottimismo.

Gli indici secondari evidenziano una crescita sia della produzione (53,7 punti) che delle commesse in portafoglio (51,2 punti).

Sempre per il mese di ottobre, l'indice PMI per i servizi si è attestato chiaramente sopra la soglia di crescita (58,3 punti). Le risposte circa l'evoluzione per l'anno prossimo rispecchiano quelle fornite dai manager attivi nell'industria, anche se si denota una maggiore tendenza ad accrescere gli investimenti.

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SDA-ATS