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L'industria svizzera delle macchine ha soppresso 10'000 posti di lavoro nel 2015: è la stima di Hans Hess, presidente dell'organizzazione padronale Swissmem. Il problema principale rimane l'erosione dei margini a causa del franco forte.

"Tutti hanno abbassato i prezzi per rimanere competitivi", spiega Hess in una intervista pubblicata oggi dal supplemento Indices del quotidiano economico romando "L'Agefi" . "Ecco perché il 35% delle imprese lavora in perdita", aggiunge, confermando una percentuale già menzionata nell'agosto scorso.

"Per superare la crisi attuale, che potrebbe anche durare due anni, bisognerà come nel 2011 ristrutturare i costi, accelerare l'innovazione e migliorare l'efficienza produttiva", afferma Hess.

L'associazione svizzera dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica Swissmem conta un migliaio di membri. Il settore, che impiega circa 325'000 persone, rappresenta non meno del 9% del prodotto interno lordo (pil) del paese.

Lo scorso novembre, Swissmem aveva avanzato la cifra di 4500 posti di lavoro persi sulla base dei dati del primo semestre 2015. Nel terzo trimestre, l'indicatore degli ordini nel settore metalmeccanico era sceso al secondo livello più basso toccato dal 2005.

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SDA-ATS