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L'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM) svizzera soffre fortemente del franco forte: nel primo semestre le nuove commesse sono diminuite del 14,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il giro d'affari è calato del 7,1%.

Nel solo secondo trimestre l'entrata di ordinativi ha segnato una flessione del 12,3% rispetto a gennaio-marzo 2014, il secondo livello più basso dell'ultimo decennio, mentre il fatturato è calato del 6,2%, ha indicato oggi l'organizzazione padronale del settore, Swissmem, in una conferenza stampa a Zurigo.

Nei primi sei mesi le esportazioni sono scese del 2,2% a 31,6 miliardi di franchi, secondo le cifre dell'Amministrazione federale delle dogane. Pur essendo cresciute del l'11,4% verso gli Stati Uniti e del 5,3% verso l'Asia, non hanno saputo compensare la contrazione del 5,2% dell'export a destinazione dell'Unione europea, il principale mercato di sbocco.

In seguito della decisione della Banca nazionale svizzera di metà gennaio, nel primo semestre il 69% delle imprese interrogate in giugno e luglio da Deloitte e BAKBASEL ha diminuito i prezzi per limitare la perdita di ordinativi. In febbraio il tasso era stato del 51%.

Il 70% ha adottato misure per accrescere l'efficienza e gestire più rigorosamente i costi, inoltre il 63% ha investito di più nell'innovazione. Il 30% ha prolungato il tempo di lavoro, l'8% ha introdotto la disoccupazione parziale, il 7% ha ridotto i salari e solo il 2% ha versato gli stipendi in euro. Il 22% ha delocalizzato almeno una parte delle attività all'estero

Il 64% si attende una flessione delle vendite tra il 5 e il 20% nel 2015. In precedenza il tasso era stato del 62%. Il 35% (31%) prevede una perdita operativa e il 52% (55%) una riduzione dei margini tra il 4 e il 15%. Il 24% (19%) prevede o prende in considerazione di trasferire almeno una parte delle attività in un altro paese. In calo invece dall'80% al 75% il tasso di chi pronostica una flessione delle commesse.

Per la seconda metà dell'anno Swissmem ritiene che il lavoro ridotto e le misure di ristrutturazione aumenteranno. Se le aziende delocalizzeranno davvero attività al di fuori dei confini elvetici ciò comporterà una forte riduzione dei posti di lavoro. Per tale motivo l'organizzazione invita la politica ad agire, e si oppone a nuove regolamentazioni - ad esempio in campo energetico, ambientale e in relazione al progetto "Swissness" - e quindi a maggiori costi.

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SDA-ATS