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Peggiorano le prospettive per l'industria orologiera svizzera: il 40% dei quadri superiori del settore interpellati nell'ambito di un sondaggio si dice pessimista circa il futuro andamento degli affari, mentre solo il 14% è ottimista.

È la prima volta che prevale l'orientamento negativo dal 2012, data di pubblicazione del primo studio di questo tipo, informa in un comunicato odierno la società di consulenza Deloitte. A rendere inquieti i dirigenti del ramo sono il perdurare della forza del franco, il calo della domanda da paesi come la Cina e la minaccia della concorrenza degli smartwatch.

Il franco viene ritenuto il rischio più elevato per il settore, citato del 69% dei 51 manager interpellati. Per farvi fronte più della metà intende ridurre i costi. Numerose imprese sono inoltre riuscite ad aumentare i prezzi.

I rincari hanno interessato soprattutto il segmento d'alta gamma, afferma Jules Boudrand, coautore dello studio citato nella nota. Grazie a questa strategia il comparto orologiero elvetico è riuscito a far fronte meglio di altri rami orientati all'esportazione alle difficoltà legate alla valuta. Ma secondo l'esperto è stata raggiunta una soglia critica a livello di media e bassa gamma.

Oltre un terzo degli interrogati si aspetta un declino delle vendite in Cina, contro solo un quarto che valuta la situazione in modo opposto. Il 91% prevede per contro una crescita negli Usa. E fra i mercati emergenti l'India viene vista come il paese con il maggiore potenziale. Nel 2014 il prezzo medio di un orologio svizzero esportato si è attestato 730 franchi: nel 2000 era ancora di 310 franchi.

Un dirigente su quattro ritiene poi che gli smartwatch rappresentino una minaccia significativa: l'anno scorso era della stessa opinione solo un manager su dieci. Un sondaggio parallelo condotto da Deloitte su 3000 consumatori in Cina, Francia, Italia, Giappone, Svizzera e Usa ha mostrato che la percentuale di persone intenzionata a comprare un "orologio intelligente" è superiore a quella che si orienta a modelli classici.

Secondo lo studio il mercato degli smartwatch è ancora in fasce e le imprese elvetiche hanno la capacità di proporre alternative. Vi sono però anche differenze importanti fra le varie nazioni: cinesi, italiani e francesi mostrano un grande interesse per gli orologi di nuova tecnologia, mentre in Svizzera gli interessati non superano il 17%.

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SDA-ATS