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Torna l'ottimismo nell'industria orologiera svizzera, che punta ormai al digitale e al commercio elettronico nella sua strategia di sviluppo.

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Torna l'ottimismo nell'industria orologiera svizzera, che punta ormai al digitale e al commercio elettronico nella sua strategia di sviluppo.

Il 52% dei manager del ramo interpellati nell'annuale inchiesta della società di consulenza Deloitte si sono detti fiduciosi per i prossimi dodici mesi.

Si tratta del secondo valore più alto registrato dall'inizio di questi sondaggi nel 2012, inferiore soltanto al 65% del 2013, indica in una nota diramata oggi la società, che ha interpellato 61 dirigenti di marche orologiere elvetiche. Il fondo era stato toccato l'anno scorso, quando soltanto il 2% di loro si era detto ottimista, mentre l'82% si era espresso in senso opposto. Ora la quota dei pessimisti è scesa al 16% soltanto.

"Il 2016 è stato uno degli anni più difficili dalla crisi finanziaria internazionale", rileva Karine Szegedi, responsabile a Deloitte in Svizzera del settore Fashion & Luxury, menzionando le esportazioni inferiori al previsto a causa del calo della domanda, in particolare in Asia e negli USA, che sono i mercati più importanti per gli orologi svizzeri.

Oggi l'esperta vede invece "segnali promettenti" che dovrebbero consentire all'industria orologiera elvetica di "adattarsi alle nuove condizioni di mercato". Il 61% dei manager del settore giudicano ora favorevoli le prospettive per i suddetti mercati.

Dopo 20 mesi consecutivi di crescita negativa - rileva Deloitte - l'industria orologiera svizzera mostra infatti i primi segni di una ripresa, con esportazioni in aumento che hanno raggiunto i 5 miliardi di franchi nel secondo trimestre 2017, contro i 4,8 del 2016.

Gli imprenditori orologieri fanno ormai dello "sviluppo del commercio elettronico e dei canali digitali" una delle maggiori priorità della loro strategia operativa, seconda soltanto a quella del lancio di nuovi prodotti e davanti a quella della riduzione dei costi. Fino a tempi recenti molte marche orologiere svizzere si mostravano riluttanti verso la vendita online, ma non sembrerebbe ormai più il caso - rileva Deloitte - di fronte al boom del commercio via internet.

Il 60% dei 4500 consumatori interpellati in sei paesi, tra cui la Svizzera, ha dichiarato di fare ricorso a internet per cercare i prezzi o i dettagli di un orologio. Per contro, la maggioranza degli acquisti si fa ancora nei punti di vendita.

La situazione potrebbe però cambiare nei prossimi anni. Secondo un terzo dei dirigenti di marche, i distributori online diventeranno il principale mezzo d'acquisto entro cinque anni. I due terzi dei manager prevedono d'altro canto di investire maggiormente nel loro negozio online.

Per quanto riguarda gli smartwatch, Deloitte rileva che, nonostante l'ampliamento dell'offerta di Apple e l'annuncio di partnership di altri attori con grosse marche sportive per crescere le loro parti di mercato, i quadri superiori del settore orologiero elvetico non ravvisano negli "orologi intelligenti" una minaccia per le loro attività. Un'ampia maggioranza (72%) si aspetta che non abbiano alcun impatto sulle vendite, mentre il 14% vede in essi una opportunità.

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SDA-ATS