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Infortuni non professionali: 2000 morti e un milione di feriti

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2011 - 14:31
(Keystone-ATS)

Ogni anno in Svizzera si contano un milione di persone che restano ferite, in modo più o meno grave, in incidenti non professionali. Quasi 2000 di esse perdono la vita mentre i costi materiali ammontano a 12 miliardi di franchi. Al primo posto degli infortuni in casa o nel tempo libero ci sono le cadute.

È quanto emerge dall'ultima pubblicazione (2011) dell'Ufficio prevenzione infortuni (Upi) relativa al 2009; 610 mila incidenti sono avvenuti in casa e al di fuori della professione, 315 mila durante un'attività sportiva e 90 mila sulle strade. Tra questi ultimi, soltanto 25 mila sono stati registrati dalla polizia. Tra il 2000 e il 2010 i feriti sono calati da 30 mila a 24 mila, i morti da 592 a 327.

Globalmente negli ultimi tre anni le cifre relative agli infortuni non professionali non sono sostanzialmente cambiate, rileva l'Upi: quasi 2000 morti, 3000 invalidi e 90 mila feriti più o meno gravi: si va da un giorno in ospedale a oltre sette.

La prima causa degli infortuni che accadono in casa o nel tempo libero è la caduta: essa rappresenta l'81% dei casi mortali; nove morti su dieci hanno oltre 65 anni. Si va dalla caduta per "inciampo" a quella dalle "scale" o da una "certa altezza". Emerge un dato in questo settore: nel 2009 i feriti sono passati da 565 mila a 610 mila.

Anche in ambito sportivo si è assistito ad un aumento del numero dei feriti: in un decennio sono passati da 281 mila a 315 mila. Le discipline più a rischio sono risultate i giochi con la palla e gli sport invernali, con 90 mila feriti in ognuna delle due categorie.

Oltre 490 mila persone riportano ferite andando in bici o su pattini a rotelle. La maggior parte dei decessi legati a pratiche sportive avvengono però in montagna, con circa 70 ogni anno; i feriti sono 10 mila.

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