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La Commissione dell'economia del Nazionale propone di respingere l'iniziativa popolare "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti" senza apporvi un controprogetto diretto, indica una nota odierna dei Servizi del Parlamento.

La commissione, pur considerando "importanti" alcuni punti del testo, come il rafforzamento della produzione locale e la protezione delle terre coltivabili, ritiene che altri, come la gestione da parte dello Stato dei prezzi e delle quote e la limitazione delle esportazioni, "siano eccessive".

L'iniziativa chiede di inserire un nuovo articolo nella Costituzione allo scopo di promuovere l'agricoltura dei piccoli contadini responsabile in primo luogo dell'approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata.

Essa chiede, inoltre, che le derrate alimentari e i prodotti agricoli importati debbano, per principio, rispettare le norme sociali ed ecologiche della Svizzera.

Stando all'iniziativa lo Stato deve tra l'altro vietare "l'impiego nell'agricoltura di organismi geneticamente modificati (ogm) nonché di piante e animali risultanti da nuove tecnologie di modifica o ricombinazione non naturale del genoma".

Oltre a questi aspetti di sovranità alimentare e di divieto degli ogm, l'iniziativa prevede che siano adottate misure per "preservare le superfici coltivabili", garantire "la trasparenza del mercato", favorire "la fissazione di prezzi equi" e rafforzare "gli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori".

Tra le altre rivendicazioni figurano dazi sull'importazione di prodotti agricoli e derrate alimentari, in particolare quando questi non sono ottenuti conformemente alle norme sociali e ambientali svizzere. In questi casi la Confederazione può persino vietarne l'importazione.

Il testo chiede anche che Berna favorisca "l'aumento della popolazione attiva nell'agricoltura e la varietà delle strutture" e che presti "particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei salariati agricoli".

Secondo la maggioranza della commissione, gli articoli già presenti attualmente nella Costituzione, in particolare il 104 e il 104a, "costituiscono una base solida" e "danno al Parlamento un margine di manovra sufficiente per partecipare all'allestimento della politica agricola e, se necessario, di prevedere delle misure supplementari nella legge".

La commissione ha dunque deciso, per 13 voti contro 4 e 5 astensioni, di non entrare in materia sulla proposta di controprogetto e, per 7 voti contro 0, allineandosi al Consiglio federale, suggeriscono al Nazionale di respingere l'iniziativa.

Quindici membri della commissione si sono deliberatamente astenuti per esprimere la loro "delusione" sulla visione d'insieme della politica agricola, che l'esecutivo ha presentato lo scorso primo novembre.

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SDA-ATS