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L'iniziativa popolare "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti" è formalmente riuscita. Delle 109'714 firme depositate lo scorso 30 marzo, 108'680 sono risultate valide, indica oggi la Cancelleria federale in un comunicato.

La proposta di modifica costituzionale, promossa dal sindacato agricolo Uniterre e sostenuta da oltre 70 organizzazioni, intende imprimere una svolta alla politica agricola, rendendola sostenibile e priva di organismi geneticamente modificati (ogm).

Il testo chiede in particolare che la Confederazione provveda "affinché l'approvvigionamento in derrate alimentari indigene e in alimenti indigeni per animali sia preponderante e la loro produzione preservi le risorse naturali". Stando all'iniziativa lo Stato federale inoltre deve vietare "l'impiego nell'agricoltura di organismi geneticamente modificati nonché di piante e animali risultanti da nuove tecnologie di modifica o ricombinazione non naturale del genoma".

Oltre a questi aspetti di sovranità alimentare e di divieto degli ogm, l'iniziativa prevede che siano adottate misure per "preservare le superfici coltivabili", garantire "la trasparenza del mercato", favorire "la fissazione di prezzi equi" e rafforzare "gli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori".

Tra le altre rivendicazioni figurano dazi sull'importazione di prodotti agricoli e derrate alimentari, in particolare quando questi non sono ottenuti conformemente alle norme sociali e ambientali svizzere. In questi casi la Confederazione può persino vietarne l'importazione.

Il testo chiede anche che Berna favorisca "l'aumento della popolazione attiva nell'agricoltura e la varietà delle strutture" e che presti "particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei salariati agricoli".

Senza una modifica dell'attuale politica agricola i problemi legati all'alimentazione sana, al cambiamento climatico e al libero scambio continueranno ad aggravarsi, sostiene Uniterre. Si tratta di un'occasione unica per mettere in atto il principio della sovranità alimentare in Svizzera, ritiene il sindacato agricolo.

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SDA-ATS