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Richard Koller, segretario dell'UDC lucernese.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Si è presentato oggi alla stampa a Berna il comitato promotore dell'iniziativa popolare "Priorità ai lavoratori indigeni", per la quale è cominciata ieri la raccolta delle firme.

Il testo chiede di limitare l'immigrazione quando la disoccupazione supera il 3,2% secondo la definizione ILO.

Presidente del comitato di nove membri è il segretario dell'Unione democratica di centro cantonale lucernese Richard Koller. Non si tratta tuttavia di una iniziativa UDC, ha sottolineato. Essa è promossa da un "comitato borghese", di cui fanno parte persone di diversi partiti e diversa collocazione politica, ha aggiunto.

Il testo dell'iniziativa è stato pubblicato ieri sul Foglio federale, che fissa al 13 dicembre 2018 il termine entro il quale consegnare le 100'000 firme necessarie affinché sia posta in votazione.

Del comitato promotore fanno parte in particolare il granconsigliere senza partito (ex UDC) di Zugo Willi Vollenweider, che è anche presidente del Gruppo Giardino "per un esercito di milizia forte", e il suo omologo vodese dell'UDC Werner Riesen. L'idea di lanciare la nuova iniziativa è nata come reazione all'"insufficiente applicazione" da parte del Parlamento federale dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa".

L'iniziativa "Priorità ai lavoratori indigeni" va ben oltre quella dell'UDC. Essa chiede che la Svizzera limiti "l'accesso degli stranieri al mercato del lavoro" non appena la disoccupazione in Svizzera, secondo la definizione dell"Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), supera il 3,2%. Nel 2016 il tasso era del 4,8%.

Nel periodo di limitazione, "possono essere assunte in Svizzera soltanto persone che sono domiciliate in Svizzera" e "hanno la cittadinanza svizzera". In mancanza di quest'ultima, secondo quanto è stato spiegato (ma il testo del nuovo articolo 121b proposto è piuttosto ambiguo al riguardo) bisognerà aver "frequentato l'ultimo anno dell'istruzione scolastica di base obbligatoria in Svizzera" o aver "terminato una formazione professionale di base in Svizzera o gli studi in una scuola universitaria svizzera". Un'eccezione è prevista per persone altamente qualificate ad alto reddito. Inoltre non devono essere conclusi accordi internazionali contrari all'articolo costituzionale proposto.

La paura di perdere il lavoro è secondo i sondaggi la maggiore preoccupazione di chi vive in Svizzera, ha affermato Koller. L'iniziativa - ha aggiunto - è un "appello a tirare il freno d'emergenza".

Anche l'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) si appresta a lanciare una iniziativa popolare contro la libera circolazione: i suoi membri hanno recentemente incaricato la direzione di mettere a punto il testo definitivo insieme all'UDC. L'iniziativa sarà verosimilmente presentata ai delegati democentristi il prossimo 24 giugno e la raccolta delle firme dovrebbe cominciare nella seconda metà dell'anno.

SDA-ATS

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