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Dal 2020, quando la Nuova ferrovia transalpina (NFTA) sarà completata, tutti i camion in transito che attraversano le Alpi potranno essere trasportati su rotaia.

Lo afferma l'Iniziativa delle Alpi in uno studio pubblicato oggi in occasione della sua conferenza stampa annuale.

Con l'apertura delle nuove gallerie di base del San Gottardo e del Ceneri, e grazie al corridoio di 4 metri, la ferrovia disporrà infatti di nuove enormi capacità. "In teoria nessun camion dovrebbe più viaggiare da confine a confine sulla strada", ha affermato il presidente dell'associazione Jon Pult.

Nello studio si afferma, citando cifre delle FFS, che dal 2020 il numero di treni merci che transiteranno giornalmente dal Lötschberg e dal San Gottardo potrebbe passare dagli odierni 300 a 390. Con Alptransit potranno inoltre circolare convogli più lunghi: 750 metri invece degli attuali 600.

Le pendenze ridotte - grazie alla NFTA la ferrovia del San Gottardo culminerà ad un'altitudine di soli 550 m - permetteranno inoltre di aumentare il peso dei carichi rimorchiati, ha spiegato il consulente indipendente per pianificazione ferroviaria internazionale Heinz Pulfer. La capacità teorica aumenterà così da 32 milioni di tonnellate nel 2017 a circa 50 nel 2020. Più di quanto strada e ferrovia trasportino oggi assieme (38,5 milioni di tonnellate).

Questa capacità inizialmente non potrà tuttavia essere completamente sfruttata dal traffico in transito: il raccordo ad Alptansit in Germania, tra Karlsruhe (D) e Basilea, non sarà infatti pronto prima del 2030. Di conseguenza, ha sostenuto Pulfer, nel tunnel di base del San Gottardo ci saranno capacità sufficienti per istituire un'autostrada viaggiante tra Biasca ed Erstfeld (UR), destinata al traffico pesante interno, durante i lavori di risanamento del tunnel autostradale.

Con questi dati l'Iniziativa delle Alpi ha voluto ricordare che esistono valide alternative al raddoppio della galleria stradale sotto il San Gottardo, in votazione il 28 febbraio. Per il consigliere nazionale e membro del comitato dell'associazione Mathias Reynard (PS/VS) un "sì" sarebbe un pessimo segnale lanciato alle imprese di trasporto europee.

L'eventuale raddoppio comporterebbe un aumento dell'attrattiva del traffico stradale. Ci sarebbe di conseguenza un aumento del traffico su tutti i valichi alpini (in particolare Sempione e San Bernardino) e non solo al San Gottardo. Votando "no" il 28 febbraio, ha sostenuto Reynard, "si potrà invece far passare il messaggio che noi svizzeri vogliamo proteggere le Alpi e spostare il traffico dalla strada alla ferrovia".

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SDA-ATS